Esito del sondaggio sulla sicurezza nel quartiere

Dal sondaggio condotto sulla sicurezza nel quartiere, vedasi post del 19 aprile scorso, è in sintesi emerso che:

  • sebbene esso sia stato diffuso non solo sui canali di comunicazione del Comitato, ma anche su Nextdoor e altre pagine social, in ambiti condominiali e tra gli esercenti convenzionati (con anche invito di pubblicizzazione dell'iniziativa ai propri clienti), proprio per raggiungere la più vasta platea possibile, vi hanno partecipato meno di un residente su 100;

  • solo 3 sono state le vittime di reati, in un arco temporale peraltro indefinito;

  • il delitto che desta maggior preoccupazione è il furto in appartamento, a cui paradossalmente solo 4 intervistati hanno dato la priorità nell'adozione di misure di difesa attive da esso;

  • al secondo posto si colloca il disturbo alla quiete pubblica, percepito da 8 intervistati come fonte di insicurezza, malgrado si tratti di una contravvenzione;

  • tra i suggerimenti forniti per migliorare la sicurezza, oltre alla prevedibile richiesta dei più di avere una maggior presenza di FFPP e telecamere (di fatto non proporzionata alle risultanze fornite), nessuno degli intervistati ha invece proposto l'adesione o la costituzione di gruppi organizzati di controllo del vicinato.


In conclusione, l'indice di insicurezza percepita, stando ai dati riferiti, è ritenibile oggettivamente alquanto basso.


In ogni caso, considerato che per la commissione dei reati il rischio zero non sussiste, il Comitato continuerà nella sua opera di sensibilizzazione sia delle forze di polizia che degli amministatrori di condominio, affinché ai residenti vengano garantite, per quanto possibile, adeguate condizioni di vivibilità in sicurezza.