CIRCOLAZIONE BICICLETTE, LE REGOLE

Aggiornamento: 17 mag

A prescindere dalle conseguenze derivanti dall' appropriazione indebita e dall'abbandono di mezzi di sharing (vds. post del 30 agosto 2021), si richiamano le seguenti regole su un uso corretto della bicicletta.


Ritengo valga la pena riportare le regole di circolazione per le biciclette poiché troppo spesso le regole che disciplinano l’uso di questi mezzi sono dimenticate o, peggio ancora, violate. È evidente che la funzione delle norme è quella di educare e proteggere, e non quella di punire; tuttavia le sanzioni, a volte, si dimostrano necessarie.



La bicicletta rientra nella categoria dei velocipedi, che sono così definiti: “sono i veicoli a due ruote o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare. Non possono superare 1,30 metri di larghezza, i 3 metri di lunghezza e i 2,20 metri di altezza. Sono considerati velocipedi anche le biciclette a pedalata assistita”.


Entriamo adesso nelle normative di legge.


Il comma 1 stabilisce che i velocipedi debbono essere dotati di un campanello per le segnalazioni acustiche. Come mai moltissime biciclette ne sono sprovviste?


I velocipedi devono essere provvisti: anteriormente di luci bianche o gialle, posteriormente di luci rosse. Sui pedali e sui lati è bene l’applicazione di catadiottri gialli.

Altro punto importante attiene alla circolazione su strada, infatti, il regolamento stabilisce che: “i ciclisti devono procedere su una unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano, comunque mai affiancati in numero superiore a due. Quando invece circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su una fila unica. In presenza di piste ciclabili i ciclisti devono circolare su queste piste loro riservate”. (la legge prevede deroghe per particolari categorie). Purtroppo assai spesso si vedono ciclisti che disattendono la fila unica, e non percorrono la pista ciclabile quando questa è presente. Spiace poi rimarcare il comportamento scorretto di alcuni che praticano la mountain bike poiché anziché pedalare sulle apposite piste a loro riservate, si tracciano sentieri all’interno dei boschi, rovinando così la flora e il bosco stesso.


Altro accorgimento da rispettare attiene all’abbigliamento, infatti, il ciclista che circola fuori dai centri abitati da mezz’ora dopo il tramonto del sole e mezz’ora prima del suo sorgere, o che circola in gallerie e/o tunnel, ha l’obbligo di indossa il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità. Un accorgimento che può evitare un incidente e salvare la vita.


È possibile, per scelta o per necessità, che si debba trasportare un bimbo/a sulla bicicletta; anche in questo caso vi sono precise norme di comportamento che vanno rispettate, e sono:


per un infante sino a 8 anni di età vi è un apposito seggiolino composto da sedile con schienale, braccioli, sistema di fissaggio alla bicicletta e sistema di sicurezza, che consistono in bretelle o cintura di contenimento e da una struttura di protezione dei piedi del bambino/a.


I modelli di seggiolino sono:

  • Seggiolino posteriore per bambini/e che pesano tra i 9 e i 15 Kg.

  • Seggiolino posteriore per bambini/e che pesano tra i 9 e i 22 Kg.

  • Seggiolino anteriore per bambini/e che pesano tra i 9 e i 15 Kg.

È fatto inoltre divieto il trasporto in bicicletta di bambini/e superiore agli 8 otto anni di età. Vietato il trasporto di bimbi/e sotto i 4 quattro anni di età su seggiolini fissato posteriormente privi di braccioli.

Divieto di trasportare bambini/e sulla canna della bicicletta, nel cestino o nel portapacchi.

Pur non essendo obbligatorio è consigliabile, sia per gli adulti, ma ancor più per i piccoli, proteggersi con il casco.


Per trasportare un bambino/a è obbligatorio che sia una persona adulta di età uguale o superiore a 18 diciotto anni.


Questo breve articolo vuole solo aver lo scopo di sensibilizzare al meglio chi usa la bicicletta come mezzo di svago o per lavoro. Andare in bicicletta, e parlo per esperienza quando percorrevo le strade lungo il Naviglio sino alla Certosa di Pavia (più di 50 anni or sono), è davvero un piacere, così come rispettare le regole è un dovere per garantire sé stessi e gli altri.


(di Oliviero Spada, https://www.milanofree.it/milano/trasporti/circolazione-biciclette-le-regole.html)


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